Un viaggio nella città dei Sassi, patrimonio UNESCO e Capitale Europea della Cultura, tra vicoli scavati nel tufo, chiese rupestri e un’atmosfera che non si dimentica

Chi si chiedeMatera cosa vedereprima di partire, in realtà sta già ponendo la domanda sbagliata. Matera non si “vede”: si attraversa, si respira, si abita per qualche giorno lasciandosi guidare dal silenzio della pietra e dalla luce che, all’alba e al tramonto, trasforma i Sassi in un quadro che cambia colore ogni minuto. È una delle poche città al mondo in cui la storia non è confinata in un museo, ma è la materia stessa delle case in cui si dorme, dei ristoranti in cui si mangia, delle strade su cui si cammina.

In questo articolo racconteremo cosa vedere a Matera, la sua storia millenaria, le emozioni che questo luogo regala a chi lo visita con calma, e qualche consiglio pratico per organizzare il viaggio.

Perché Matera è una meta di viaggio da non perdere

Matera è una delle città più antiche al mondo abitate ininterrottamente: le prime tracce di insediamento umano nei Sassi risalgono al Paleolitico, e la continuità abitativa arriva fino ai giorni nostri. Pochi luoghi in Europa possono vantare una simile stratificazione temporale visibile a occhio nudo, camminando semplicemente lungo una via.

Nel 1993 l’UNESCO ha inserito i Sassi di Matera e il Parco delle Chiese Rupestri nella lista dei Patrimoni dell’Umanità, riconoscendo “il più straordinario, intatto esempio di insediamento rupestre nella regione del Mediterraneo”. Nel 2019 Matera è stata Capitale Europea della Cultura, un riconoscimento che ha portato alla ribalta internazionale una città che, fino a pochi decenni prima, era considerata — a torto — un simbolo di arretratezza.

Da “vergogna nazionale” a capitale della cultura: la rinascita di Matera

Per capire davvero cosa vedere a Matera bisogna conoscere la sua storia recente, forse la più sorprendente. Negli anni ’50 i Sassi erano abitati da migliaia di famiglie in condizioni igieniche precarie, senza acqua corrente né fognature: Carlo Levi, nel suo celebre resoconto sulla Basilicata, aveva definito Matera “vergogna nazionale”, un’espressione ripresa poi anche dal Parlamento italiano. Tra il 1952 e gli anni ’60 lo Stato varò un piano di sfollamento forzato che trasferì gran parte della popolazione nei nuovi quartieri della città moderna, lasciando i Sassi quasi del tutto disabitati per decenni.

Solo a partire dagli anni ’80 e ’90, grazie a una legge speciale di recupero e alla spinta del riconoscimento UNESCO, i Sassi hanno conosciuto una seconda vita: le antiche case-grotta sono state restaurate, molte trasformate in abitazioni, alberghi diffusi e ristoranti, altre restituite alla visita pubblica come testimonianza di un passato che oggi è motivo di orgoglio, non più di vergogna. Questa parabola — dall’abbandono alla rinascita — è parte integrante dell’emozione che si prova visitando Matera: si cammina letteralmente dentro una storia di riscatto.

Cosa vedere a Matera: i luoghi da non perdere

Il Sasso Barisano

Il Sasso Barisano è generalmente il primo dei due rioni storici che si incontra arrivando da Piazza Vittorio Veneto. È la zona più “curata” e turistica dei Sassi, con vicoli acciottolati, botteghe artigiane, gallerie d’arte e alcuni dei migliori punti panoramici sulla città vecchia. Qui si trovano anche numerose chiese rupestri, scavate direttamente nella roccia calcarea, con affreschi bizantini che risalgono anche a diversi secoli fa.

Il Sasso Caveoso

Il Sasso Caveoso è il rione più autentico e meno “addomesticato” dal turismo di massa: le case-grotta si susseguono a strapiombo su un canyon naturale, la Gravina di Matera, e regalano alcuni degli scorci più fotografati della città. È qui che si trovano alcune delle chiese rupestri più suggestive, come Santa Maria de Idris e San Pietro Caveoso, quest’ultima affacciata proprio sul burrone.

La Civita e la Cattedrale

Tra i due Sassi si erge la Civita, il nucleo più antico della città, dominato dalla Cattedrale di Matera, dedicata alla Madonna della Bruna e a Sant’Eustachio. Costruita nel XIII secolo in stile romanico-pugliese, la cattedrale offre uno dei punti di osservazione più spettacolari sull’intero abitato dei Sassi.

Le case-grotta e i musei della civiltà contadina

Per capire davvero come si viveva nei Sassi fino a metà ‘900, vale la pena visitare una delle case-grotta museo, come Casa Grotta di Vico Solitario: ambienti ricostruiti fedelmente, con gli utensili, i giacigli condivisi con gli animali da lavoro e gli spazi ridotti all’essenziale che raccontano — meglio di qualsiasi libro — le condizioni di vita descritte da Carlo Levi.

La Gravina di Matera e il Parco della Murgia Materana

Dall’altra parte del canyon rispetto ai Sassi si estende il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, meglio conosciuto come Parco della Murgia. Da qui si gode probabilmente la vista più iconica su Matera: l’intera città dei Sassi vista dall’altra sponda della gravina, un panorama che al tramonto regala emozioni difficili da descrivere a parole. Il parco custodisce inoltre decine di chiese rupestri disseminate nella roccia, testimonianza dell’antico monachesimo rupestre bizantino e benedettino.

Matera di notte: i Sassi illuminati

Chi si chiede cosa vedere a Matera per un’esperienza indimenticabile non può perdersi i Sassi al calar del sole. Quando le luci calde delle abitazioni si accendono una a una tra le case scavate nella roccia, la città si trasforma in un presepe reale, disteso su due colline. Non è un caso che Matera sia stata location di film ambientati nell’antica Gerusalemme, daLa Passione di Cristodi Mel Gibson aNo Time to Die, capitolo della saga di James Bond.

Le emozioni di un viaggio a Matera

Ci sono luoghi che si visitano, e luoghi che si abitano anche solo per qualche ora. Matera appartiene alla seconda categoria. Camminare tra i vicoli dei Sassi al primo mattino, quando le strade sono ancora vuote e la luce radente accende il colore ocra del tufo, restituisce una sensazione di sospensione temporale rara da trovare altrove in Europa.

C’è poi il silenzio, spesso interrotto solo dal rumore dei propri passi sull’acciottolato, che invita a rallentare: non è un caso che molti viaggiatori descrivano Matera non come una tappa da “spuntare” in una lista, ma come un’esperienza che chiede tempo, attenzione, ascolto. Guardare la città dal Belvedere di Murgia Timone al tramonto, con la Gravina che si scurisce e le luci dei Sassi che si accendono una dopo l’altra, è probabilmente il momento più fotografato — e più intensamente vissuto — da chi arriva qui.

Per chi ama la fotografia, Matera è un soggetto quasi infinito: le geometrie irregolari delle case scavate nella roccia, i contrasti di luce e ombra nei vicoli stretti, i dettagli architettonici delle chiese rupestri offrono infinite possibilità compositive in ogni ora del giorno, con la luce dorata dell’alba e del tramonto particolarmente generosa con chi visita i punti panoramici sulla Gravina.

Cosa mangiare a Matera: i sapori della tradizione

Un viaggio a Matera passa anche dalla tavola. Tra i piatti tipici da non perdere:

  • ilpane di Matera IGP, cotto tradizionalmente in forni a legna, riconoscibile per la crosta spessa e la mollica compatta;
  • lacrapiata, zuppa contadina a base di legumi e cereali misti, legata storicamente alla festa di San Giovanni;
  • icavatelli con la mollica di paneo con il ragù di carne alla materana;
  • ipeperoni cruschi, ingrediente simbolo della cucina lucana, croccanti e utilizzati come contorno o guarnizione;
  • i dolci tipici come icalzoncelliripieni di ceci e cioccolato, tipici del periodo natalizio.

Mangiare in una delle grotte-ristorante ricavate nei Sassi aggiunge, anche qui, un elemento di suggestione in più al viaggio: l’atmosfera intima e la temperatura naturalmente fresca degli ambienti scavati nella roccia rendono l’esperienza gastronomica parte integrante della visita.

Quando andare e consigli pratici per il viaggio

  • Periodo migliore:primavera (aprile-giugno) e inizio autunno (settembre-ottobre), quando le temperature sono miti e il turismo meno intenso rispetto all’estate.
  • Quanto tempo dedicare:almeno due giorni pieni per visitare con calma entrambi i Sassi, il Parco della Murgia e la Civita, senza correre.
  • Come muoversi:i Sassi si visitano rigorosamente a piedi, spesso su scalinate e vicoli stretti: scarpe comode sono indispensabili.
  • Dove dormire:dormire in un albergo diffuso o in una casa-grotta ristrutturata all’interno dei Sassi regala un’esperienza molto più immersiva rispetto a un hotel nella città moderna.
  • Come arrivare:Matera non ha una stazione ferroviaria collegata alla rete nazionale principale; gli aeroporti di riferimento sono quelli di Bari (a circa un’ora d’auto) e, in misura minore, di Napoli.

Conclusione: perché scegliere Matera come prossima meta di viaggio

Rispondere davvero alla domanda “Matera cosa vedere” significa, alla fine, ammettere che non basta un elenco di monumenti: Matera va vissuta con lentezza, lasciandosi sorprendere dai dettagli, dalla luce che cambia, dal silenzio dei vicoli e dalla storia di riscatto che ogni pietra racconta. È una città che restituisce, a chi la visita con attenzione, molto più di quanto ci si aspetti da una semplice tappa turistica: un’esperienza di viaggio autentica, in una delle regioni meno affollate e più sorprendenti d’Italia.