Il bollo auto cambia volto. Il 16 settembre 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che cancella la tassa automobilistica per milioni di veicoli a partire dal 2027, aprendo la strada a una riforma più ampia del sistema. Una misura attesa da tempo, definita dalla premier Giorgia Meloni “una delle tasse più odiate dagli italiani”, che promette di alleggerire il carico fiscale sulle famiglie ma che, come vedremo, lascia ancora aperti diversi nodi da sciogliere.

Cos’è il Bollo Auto e Perché se ne Parla Ora

Il bollo auto è una tassa di possesso: si paga non perché si usa il veicolo, ma semplicemente perché lo si possiede, indipendentemente dai chilometri percorsi. È da sempre una delle imposte più contestate in Italia, sia per la sua natura (tassare la proprietà e non l’uso) sia per il suo peso economico sulle famiglie.

Secondo i dati Siope citati da Federcarrozzieri, nel 2025 il bollo auto ha garantito alle Regioni 7,1 miliardi di euro, con un’incidenza media di 267 euro per famiglia residente. Se si sommano imposta di iscrizione al PRA e tassazione sulle polizze RC auto, il peso complessivo della fiscalità sul possesso dell’automobile sale a 11,3 miliardi di euro, pari in media a 424 euro l’anno per famiglia.

Con questi numeri come sfondo, la proposta di eliminare il bollo auto – rilanciata nelle ultime settimane da Forza Italia e sostenuta anche dalla Lega – è arrivata al traguardo del decreto legge.

Abolizione Bollo Auto 2027: Cosa Prevede il Decreto

Il testo approvato in Cdm introduce un’esenzione dal pagamento del bollo auto valida per l’anno 2027, con l’obiettivo dichiarato di renderla strutturale una volta trovata copertura stabile nella prossima Legge di Bilancio.

Auto fino a 80 kW: chi beneficia dell’esenzione

L’esenzione riguarda le autovetture con potenza fino a 80 kW, circa 109 CV: si tratta della fascia di potenza più diffusa tra i veicoli utilizzati quotidianamente dalle famiglie italiane per gli spostamenti casa-lavoro. Il Governo stima che la misura coinvolga oltre il 70% del parco auto circolante nel Paese.

Motocicli e ciclomotori: esenzione totale

Per le due ruote l’agevolazione è più ampia: l’esenzione riguarda tutti i motocicli, indipendentemente dalla cilindrata, a condizione che il proprietario non stia già usufruendo dell’agevolazione per un’automobile. In pratica, la platea complessiva stimata dal Governo è di circa 14,5 milioni di veicoli tra auto e moto.

Un solo veicolo per contribuente: il limite dell’agevolazione

La misura non è cumulabile: ogni cittadino potrà beneficiare dell’esenzione una sola volta, scegliendo se applicarla alla propria auto o alla propria moto, anche nel caso in cui possieda più veicoli intestati. Se un contribuente ha più auto con la stessa potenza in kW, viene considerata quella che, senza l’agevolazione, avrebbe comportato il pagamento del bollo di importo più basso. Stessa logica per le moto: in caso di più mezzi idonei, si applica a quello con la minore potenza.

La norma si estende anche alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome, previo accordo con le rispettive autonomie.

I Numeri della Riforma: Costi e Coperture

Il costo della misura per le casse pubbliche viene stimato dal Governo intorno ai 2,3-2,5 miliardi di euro, che dovranno essere trasferiti alle Regioni per compensare il mancato gettito del bollo. È un punto delicato: eliminare del tutto la tassa comporterebbe una perdita strutturale di circa 7,5 miliardi l’anno per le Regioni, motivo per cui, allo stato attuale, si parla di un’esenzione mirata e non di un’abolizione generalizzata e immediata.

Restano infatti esclusi dalla misura i veicoli di fascia più alta e di maggiore cilindrata, per i quali continuano ad applicarsi le disposizioni fiscali attuali. Al momento, inoltre, non tutti gli aspetti tecnici del provvedimento sono stati resi pubblici nel dettaglio.

Verso una Riforma Strutturale del Bollo Auto dal 2028

Parallelamente all’esenzione per il 2027, è già stata approvata nell’estate 2026 una riforma più ampia del meccanismo di riscossione del bollo auto, che entrerà in vigore dal 2028.

La nuova scadenza legata alla data di immatricolazione

Dal 2028 la scadenza del bollo auto sarà collegata al mese di immatricolazione del veicolo, e non più a un calendario fisso uguale per tutti. Il primo pagamento dovrà avvenire entro la fine del mese successivo a quello di immatricolazione; negli anni seguenti la scadenza seguirà lo stesso mese. Chi possiede già un’auto immatricolata entro il 31 dicembre 2027 continuerà però a seguire le scadenze attualmente previste, salvo diverse indicazioni della Regione di competenza.

Pagamento quadrimestrale: la novità per le Regioni

La riforma prevede inoltre la possibilità, per le Regioni, di introdurre il pagamento quadrimestrale del bollo per alcune categorie di veicoli, offrendo maggiore flessibilità rispetto al versamento annuale unico attualmente in vigore.

Le Reazioni Politiche all’Abolizione del Bollo Auto

La misura ha raccolto consensi trasversali nella maggioranza. Il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha rivendicato la misura come una richiesta storica del suo partito, richiamando la linea “meno tasse per tutti” che in passato aveva portato all’abolizione dell’IMU sulla prima casa. Sui social, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha parlato di “promessa mantenuta”. Resta da vedere se l’abolizione del bollo auto sostituirà, come alcune fonti hanno ipotizzato, il taglio delle accise sui carburanti, finora usato come leva per contenere il caro-carburanti.

Bollo Auto: Vantaggi e Criticità della Misura

Vale la pena guardare alla riforma con equilibrio, distinguendo tra l’annuncio politico e ciò che è effettivamente scritto nel decreto.

I punti di forza:

  • Riduzione concreta del carico fiscale per la maggioranza delle famiglie con auto di piccola e media potenza
  • Esenzione totale per le due ruote, mezzo spesso usato come alternativa economica all’auto
  • Primo passo verso un sistema di riscossione più moderno e legato alla data di immatricolazione

I limiti da tenere presente:

  • Non si tratta ancora di un’abolizione generale e definitiva: per il 2027 è un’esenzione, non una cancellazione strutturale della tassa
  • La misura esclude le auto più potenti e di cilindrata maggiore, che continuano a pagare il bollo per intero
  • La sostenibilità nel tempo dipende dal reperimento di coperture stabili nella prossima Legge di Bilancio: senza una compensazione duratura, le Regioni rischiano una perdita di gettito difficile da assorbire
  • Diversi dettagli tecnici e attuativi non sono ancora stati resi pubblici, e la reale platea di beneficiari potrà essere verificata solo con il testo definitivo

Domande Frequenti sul Bollo Auto

Da quando non si paga più il bollo auto? L’esenzione riguarda l’anno 2027, per le auto fino a 80 kW e per tutti i motocicli, secondo il decreto approvato dal Cdm il 16 settembre 2026.

Il bollo auto è abolito per tutti? No. L’esenzione riguarda circa il 70% del parco auto circolante (veicoli fino a 80 kW) e tutti i motocicli, con il limite di un solo veicolo agevolato per ogni cittadino. Le auto più potenti restano soggette al pagamento.

Cosa cambia dal 2028 per il bollo auto? Dal 2028 la scadenza del bollo sarà collegata al mese di immatricolazione del veicolo, e le Regioni potranno introdurre il pagamento quadrimestrale per alcune categorie.

L’abolizione del bollo auto sarà definitiva? Il Governo ha dichiarato l’intenzione di rendere la misura strutturale, ma questo dipenderà dalle coperture individuate nella prossima Legge di Bilancio.